Informationen über: Flußhafen

The Early-Medieval site of Dorestad was situated to the north of the Late-Medieval town of Wijk bij Duurstede, in the province of Utrecht (the Netherlands). At Wijk bij Duurstede, the northernmost branch of the Rhine (the Lower Rhine) splits into the Lek and the Kromme Rijn (see fig.1).




Dorestad



Abbiamo due descrizioni del porto alla foce del fiume.
Dionigi di Alicarnasso, (Dion. Hal. III, 44), che scrive nel I secolo secolo a.C., offre la descrizione più positiva:
"Dato che il Tevere si presta a far arrivare navi di grande tonnellaggio fino a Roma favorendo rapporti con mercanti stranieri, Anco Marcio fondò un porto comodo e adatto anche al naviglio più grande. Questo si poté fare con facilità grazie alla posizione del fiume nell’area della foce che, con le sponde molto aggettanti in mare, dà luogo ad ampie rive. Il fiume poi non è mai ostruito dall’insabbiamento marino e alla foce non si dissolve in aree paludose, ma, restando sempre in un unico alveo porta le navi fino al mare dove sbocca all’altezza del faro. Così il naviglio grande fino a 3000 anfore entra agevolmente nella foce e raggiunge Roma per mezzo dei remi o del traino. Quando vi sono bastimenti di tonnellaggio superiore, vengono messi alla fonda davanti alla foce e scaricati per mezzo di battelli fluviali. Il fiume si allarga notevolmente alla sua foce e forma una larga insenatura, come per i migliori porti marittimi".

Il suo contemporaneo Strabone (231, 2) enfatizza invece gli svantaggi:
"Ostia è senza porto a causa dell’insabbiamento prodotto dal Tevere, poiché esso è arricchito da numerosi affluenti. Benché l’ancoraggio alla foce significhi un grande pericolo per le imbarcazioni commerciali, la prospettiva del guadagno prevale; e infatti il traffico continuo di battelli che ricevono i carichi e ne portano altri in cambio permette alle imbarcazioni di ripartire senza indugio prima di raggiungere il fiume, o ancora, dopo essere state parzialmente scaricate, risalgono il Tevere fino a raggiungere Roma".

Non esiste una vera e propria contraddizione tra i due racconti. La bocca del fiume era navigabile per le imbarcazioni di piccolo tonnellaggio, mentre le grandi imbarcazioni, soprattutto quelle utilizzate per il trasporto del grano dovevano ancorare al largo. Il Tevere trasportava grandi quantità di detriti che si depositavano lungo la costa rendendo difficile l’accesso per le imbarcazioni con un grande pescaggio.

L’insabbiamento non rappresentava il solo problema. Il fiume era largo soltanto 100 metri. Le imbarcazioni di piccolo tonnellaggio avevano spazio per manovrare, mentre soprattutto a causa dell’aumento dei traffici nella tarda Repubblica, diventava sempre più difficile gestire imbarcazioni di dimensioni maggiori, specialmente quando il grano arrivava da lontano. Il porto fluviale era troppo limitato per i bisogni della Roma imperiale.

I resti archeologici
Sfortunatamente, sono scarsi i resti archeologici che possano essere messi in relazione con il porto fluviale di Ostia. Le diverse evidenze sono state raccolte qui di seguito.

Cippi di confine lungo la riva del fiume
Cinque cippi di confine erano allineati lungo il lato settentrionale del Decumano. Tutti recavano la stessa iscrizione:
"C. Caninius C. f. pr(aetor) urb(anus) de sen(atus sent(entia) poplic(um Ioudic(avit)".
Essi coprono una larghezza di circa 600 metri. Immediatamente accanto il cippo più occidentale ne fu aggiunto più tardi un altro che segnalava la fine della zona pubblica:
"privatum ad Tiberim usque ad aquam".
Secondo Meiggs (1973) lungo questa stretta sponda fluviale i mercanti in epoca repubblicana scaricavano le loro merci.


Ostia-Fluviale


La città di Roma, fin dalle epoche più antiche, era attrezzata con una serie di approdi lungo il fiume Tevere. Soprattutto a partire dall’età Repubblicana, tali approdi divennero vere e proprie installazioni fisse dotate di importanti infrastrutture. In particolare, tutta la zona meridionale a valle dell’isola Tiberina, su ambedue le rive, ma soprattutto sulla sinistra, può essere considerata come la grande area portuale della capitale.


Roma


Position

The early Roman site of Velsen 1 is situated about 2 km to the west of the Medieval centre of the village of Velsen, in the province of Noord-Holland (the Netherlands) (fig.1: A).

At Vechten, in the province of Utrecht - where the Roman castellum Fectio once was situated (fig.1: B) - the Rhine splits into the Oude Rijn and the Vecht. In the Roman period, the Vecht represented the northwesternmost branch of the Rhine, streaming northwards and having its outlet to the North Sea (fig.1:9) via the so-called Oer-IJ (fig.1: 10). Velsen 1 was situated at the southern shore of this Oer-IJ, surrounded by an area inhabited by the local population, the Friesians (fig.1: 11).
 


Velsen


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