Fiumicino 4
Giulia Boetto
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Introduzione
Fiumicino 4 venne ritrovata nel 1965, quando ormai si stavano
ultimando i lavori per la costruzione dell'Aereoporto Internazionale
di Fiumicino nell'area occupata, in epoca antica, dal bacino portuale
costruito nel 42 d.C. dall'imperatore Claudio.
Lo scafo, in buone condizioni di conservazione, venne recuperato
nel 1968. In seguito al trattamento conservativo a base di una
miscela di resine, nel 1979 fu esposto nel Museo delle Navi Romane.
Lo scafo di Fiumicino 4 è caratterizzato da una forma molto
elegante a sezione concavo-convessa tipica delle imbarcazioni
marittime.
L'imbarcazione è conservata per una lunghezza di 7,96 m,
per una larghezza massima di 2,79 cm e per un'altezza massima
di 77 cm lungo la fiancata destra. Quest'ultima conserva parte
della murata, mentre la fiancata sinistra è rotta lungo
il ginocchio.
I resti dello scafo
La chiglia
La chiglia è unita da calettature a palella e denti ai
brioni di poppa e di prua. Le testate della chiglia sono state
restaurate con l'aggiunta di due pezzi in legno moderni.
I brioni hanno sezione rettangolare (6/6,5 x 13/14 cm) ed in essi
sono presenti due batture per l'incastro del torello, costituito
da un unica tavola sia a tribordo che a babordo, e delle estremità
delle tavole. Il collegamento con i brioni è assicurato
da tenoni non incavigliati e da chiodi in ferro a sezione quadrata.
Il fasciame
Il fasciame dell'imbarcazione è semplice ed è montato
a paro.
Le tavole di fasciame conservate sono in totale 39, di cui 23
a tribordo e 17 a babordo. Il loro spessore medio risulta di 2,5
cm., mentre le lunghezze sono comprese tra 7,58 m e 4,30 m. Le
larghezze invece vanno da 17 e 7,7 cm.
Il collegamento tra le tavole è assicurato da assemblaggi
a mortase e tenoni e la distanza media degli spinotti misura,
in media, 27,2 cm. I tenoni sono più piccoli delle mortase
in cui sono inseriti (larghe 5,2/6,8 cm, profonde 3/4,5 cm e spesse
0,5 cm). Sia le mortase che i tenoni sono rastremati. Gli spinotti
di bloccaggio dei tenoni sono leggermente troncoconici e sembrano
infissi dall'interno dello scafo.
Le tavole del fasciame, inoltre, sono prolungate longitudinalmene
da giunti a Z.
Le ordinate
Fiumicino 4 conserva 22 ordinate. La maglia misura, in media,
25 cm.
Le ordinate hanno sezione rettangolare o quadrata, talvolta anche
romboidale a causa della deformazione subita dal legno.
I madieri delle estremità dell'imbarcazione sono più
larghi e alti rispetto a tutti gli altri che hanno larghezze comprese
tra 6 e 4 cm e altezze che vanno da 5,5 a 3 cm.
Lungo la fiancata di tribordo si conservano cinque staminali.
Essi non sono collegati, ma semplicemente intestati ai madieri.
Le ordinate sono collegate al fasciame mediante cavicchi lignei
(1,3/1,5 cm di diametro).
Il fasciame interno
All'interno dello scafo si conservano alcuni correnti, serrette
e parte del pagliolato. Tali elementi sono molto deformati e,
a causa degli spostamenti avvenuti dopo il recupero, la maggior
parte dei pezzi non si trova più nella loro posizione originaria.
L'area dell'albero
In corrispondenza della chiglia, leggermente spostato verso prua,
troviamo il massiccio dell'albero (lungo 1,71 m, largo 14,6 cm
e alto 12 cm). Esso è munito di una scassa rettangolare
per il piede dell'albero dotata di uno scivolo per il suo abbattimento.
Verso poppa poi è presente un altro incasso per inserire
un puntello per sorreggere l'albero.
Il massiccio è affiancato sui due lati da paramezzalini.
In essi, verso poppa, sono stati intagliati due incassi semilunati
per sistemare la pompa di cala (non conservata).
Le essenze del legno
La chiglia è stata costruita in leccio (Quercus ilex) mentre i brioni
di poppa e di prua in quercia (Quercus sp.). Per il fasciame è stato
utilizzato il cipresso (Cupressus sempervirens), mentre per le ordinate
è attestata la quercia, il leccio, il noce (Juglans regia) e il
pino domestico (Pinus pinea). Molte specie diverse sono state impiegate
per il fasciame interno. Il massiccio dell'albero è in pino domestico.
I tenoni sono in leccio mentre gli spinotti di bloccaggio sono in olivo (Olea
europaea), salice (Salix sp.), cipresso, pino nero (Pinus cf. nigra).
L'olivo è stato impiegato anche per le caviglie di collegamento tra il
fasciame e le ordinate.
Interpretazione dei resti dello scafo
La datazione di Fiumicino 4 è ancora incerta. Il risultato
dell'analisi del Carbonio 14 è impreciso (170 ± 50 d.C. mentre
il materiale associato risale alla fine del II - III sec. d.C.
Il principio di costruzione di Fiumicino 4 è a guscio portante
a causa dell'omogeneità dei collegamenti a mortase e tenoni,
della debolezza del sistema delle ordinate e dell'assenza di collegamento
tra questi elementi e la chiglia.
Fiumicino 4 potrebbe essere un'imbarcazione commerciale utilizzata nella navigazione
di piccolo cabotaggio oppure un peschereccio. Il sistema di propulsione era costituito
da un'unica vela quadra sorretta da un albero in posizione leggermente avanzata
verso prua.