Fiumicino 2
Giulia Boetto
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Introduzione
Fiumicino 2 è stata la prima imbarcazione rinvenuta nel
1958 durante i lavori per la costruzione dell'Aereoporto Internazionale
di Fiumicino nell'area occupata, in epoca antica, dal bacino portuale
costruito nel 42 d.C. dall'imperatore Claudio.
Lo scafo venne recuperato nel 1959 e ricoverato sotto una campata
dell'autostrada Roma-Fiumicino, subì alcuni atti vandalici
ad opera di ignoti che asportarono parte del legno dallo scafo
come legna da ardere.
In seguito al trattamento conservativo con una miscela di resine
e alcuni restauri e integrazioni lignee moderne, nel 1979 lo scafo
fu esposto nel Museo delle Navi Romane.
Fiumicino 2 è un'imbarcazione a fondo piatto molto simile
a Fiumicino 1.
Il fondo dello scafo di Fiumicino 2 è conservato da poppa
a prua per una lunghezza di 13,81 m, per una larghezza di 4,5
m. L'altezza massima conservata lungo il fianco destro è
di 85 cm mentre la fiancata sinistra è rotta sotto il ginocchio.
Il fasciame è molto danneggiato e la carpenteria trasversale
ha subito molti rimaneggiamenti e riparazioni.
I resti dello scafo
La chiglia
La chiglia è formata da due tronconi uniti da una calettatura.
Il tipo di calettatura non è riconoscibile a causa dei
restauri moderni. Il brione di poppa ha sezione rettangolare (14
x 22 cm) e presenta due batture per l'incastro del torello, che
è fissato da chiodi in ferro.
La chiglia, costituita da un unico tronco squadrato, è
lunga 11,32 m e ha una sezione evolutiva: verso poppa è
rettangolare (17 x 13,5 cm), poi si trasforma in un trapezio rovesciato
(13,4 x 11 cm).
Il fasciame
Il fasciame è di tipo semplice assemblato a paro.
I torelli sono costituiti da due elementi sia a tribordo che a
babordo (larghi 27 cm e spessi 5,5 cm). I collegamenti tra queste
due tavole non sono originali ma sono presenti due integrazioni
moderne. Il collegamento con la chiglia è assicurato da
collegamenti a mortase e tenoni. Questi ultimi sono normalmente
incavigliati.
Le altre tavole di fasciame conservate sono 42. Se consideriamo
la sezione trasversale dello scafo a centro nave, rimangono 9
corsi di fasciame lungo la fiancata di tribordo, mentre lungo
la fiancata di babordo se ne conservano soltanto 4. Le tavole
di tribordo hanno lunghezze decrescenti man mano che ci si avvicina
al ginocchio, da 8,92 m a 7,27 m. Lo spessore è notevole
e supera, in alcuni casi, i 5,5 cm.
Queste tavole, larghe in media
35 cm, finiscono a punta e sono collegate a tavole di minore spessore,
con tenoni incavigliati e chiodi infissi nello spessore del bordo.
In questo modo è possibile chiudere la forma dello scafo
alle estremità.
La struttura del fasciame è uguale a quella di Fiumicino
1, anche se di dimensioni maggiori.
Al contrario di Fiumicino 1, la struttura di questo relitto (il
fasciame e la chiglia) non sembra aver subito riparazioni in epoca
antica, a causa dell'omogeneità degli assemblaggi a mortase
e tenoni. Sono stati rilevati pochi tenoni non incavigliati nelle
estremità delle tavole della sezione centrale in corrispondenza
dei collegamenti longitudinali .
La distanza tra gli spinotti che bloccano i tenoni è irregolare
e misura in media 42,3 cm. I tenoni (larghi 5/7,8 cm e spessi
1 cm) sono più piccoli delle mortase in cui sono inseriti
(larghe 6,5/10 cm, spesse 1,5/2 cm e profonde 4,8/5 cm). Sia le
mortase che i tenoni si restringono verso l'interno della tavola.
Gli spinotti sono leggermente troncoconici e sono stati piantati
dall'interno dello scafo.
Le ordinate
All'interno dello scafo, si conservano 35 ordinate connesse al
fasciame con chiodi in ferro (con fusto a sezione quadrata di
1/1,3 cm e testa di 4/5 cm di diametro) inserite in cavicchi lignei
(1,2/1,5 cm di diametro). La distanza media tra madieri e semiordinate
è di 24,5 cm.
Attualmente, tre madieri sono collegati alla chiglia da chiavarde
in ferro simili a grossi chiodi, infissi dal basso (diametro 2,2/2,4
cm). È possibile che in origine queste chiavarde fossero
più numerose e che attualmente siano nascoste dai restauri
moderni.
Le essenze del legno
È stato identificato il pino domestico (Pinus pinea) e la quercia
(Quercus sp.) per il fasciame. La quercia è stata utilizzata anche
per la chiglia e le ordinate. Il leccio (Quercus ilex) e il frassino
(Fraxinus excelsior) sono stati impiegati per i tenoni e gli spinotti
mentre il salice (Salix sp.) per i cavicchi, bloccati da chiodi in ferro,
di collegamento tra il fasciame e le ordinate.
Interpretazione dei resti dello scafo
In breve, il relitto di Fiumicino 2 possiede caratteristiche tecnologiche
molto simili a quelle di Fiumicino 1. Esse sono:
- la struttura della carpenteria longitudinale (fasciame e chiglia);
- la struttura della carpenteria trasversale (ordinate);
- gli assemblaggi (mortase e tenoni, chiodi in ferro inseriti
in cavicchi lignei, chiavarde in ferro).
Per queste ragioni, Fiumicino 2 sembra essere lo stesso tipo di
imbarcazione di Fiumicino 1 anche se costruita con dimensioni
maggiori.
Le caratteristiche tecnologiche insieme con il presupposto che
Fiumicino 1 e Fiumicino 2 siano "imbarcazioni sorelle",
ci permette di giungere ad altre conclusioni su:
1. la datazione;
2. il principio e i metodi di costruzione;
3. il tipo di imbarcazione.
Datazione
La datazione di Fiumicino 2 é ancora incerta. Il risultato
dell'analisi al C14 è imprecisa (130 ± 50 d.C.). La data piuttosto
alta dell'imbarcazione, in assenza di materiale associato, sembra
confermata da alcune caratteristiche strutturali:
- L'alta spaziatura degli assemblaggi a mortase e tenoni. Caratteristiche
simili sono presenti nei relitti di IV sec. d.C. della County
Hall, Yassi Ada II, Dramont E e su quello di V sec. d.C. del Dramont
F;
- La forma e le dimensioni degli assemblaggi simili a quelli del
relitto Yassi Ada II;
- Il massiccio uso di ferro (chiodi inseriti in cavicchi) per
collegare le ordinate al fasciame.
Principio e metodi di costruzione
Il principio di costruzione è a guscio portante a causa
della generale omogeneità dei collegamenti a mortase e
tenoni del fasciame. D'altra parte, i madieri collegati con chiavarde
alla chiglia sembrano connessi a processi di costruzione a scheletro
portante.
Tipo di imbarcazione
Il tipo di imbarcazione è lo stesso proposto per Fiumicino
1, anche se qui non è presente il paramezzale di supporto
di un albero di alaggio. La struttura generale dello scafo, con
la poppa ricurva e la prua slanciata, ci permette di avanzare
l'ipotesi che anche Fiumicino 2 possa essere una caudicaria
navis.
La famiglia delle naves caudicariae - imbarcazioni alate
e utilizzate per il trasporto delle merci lungo il Tevere fino
a Roma - è conosciuta non solo dalle fonti antiche (Sen.
De brev. vitae, XIII, 4; Varr. e Sall. apud Nonnius
s.v.; Isid., Etym. sive Orig., XIX, I, 27), ma anche
da molte rappresentazioni figurate datate dal II al IV secolo
d.C., come l'affresco del Vaticano, il mosaico del Piazzale delle
Corporazioni di Ostia, i rilievi del Museo Nazionale Romano e
di Salerno.
Tutte queste imbarcazioni hanno caratteristiche simili e possono
essere raggruppate in un'unica famiglia. Gli scafi presentano
alcune caratteristiche comuni: un'alta poppa molto ricurva, una
prua piuttosto slanciata tipica delle chiatte fluviali, un albero
d'alaggio avanzato, l'assenza di vele, il cavo d'alaggio fissato
ad una carrucola sull'albero collegato a puntelli o ad un piccolo
supporto sul capo di banda, il timone laterale, il ponte e una
cabina di poppa,
Infine, Fiumicino 2 doveva venire trainata dalla riva destra da
coppie di buoi come sappiamo da Procopio (Bell. Goth., V,
XXVI), una pratica usata sul fiume Tevere fino al secolo XIX.