Già alla fine del secolo scorso il numeroso materiale aquileiese, frutto di raccolte civiche e private, trovò una degna sede espositiva nella villa Faraone-Cassis, dove si trova attualmente il museo rinnovato alla fine degli anni 50. L'ordinamento si fonda su criteri prettamente antiquari, giacché è stato condizionato dalle vecchie raccolte e dalla mancanza di indicazioni circa le condizioni del rinvenimento.
Al pianterreno si trovano le collezioni di scultura e i pavimenti
sono decorati da mosaici bianco-neri provenienti da edifici e
abitazioni dell'antica Aquileia, capitale della X Regio Venetia
et Histria, e centro importante della viabilità romana.
La sala I espone i più significativi esempi della ritrattistica
romana aquileiese, ordinati cronologicamente. Spicca la nota testa
di vecchio tardo-repubblicana, vivacemente realistica, mentre
sul fondo si notano il fregio con rappresentazione della cerimonia
del tracciamento del solco per la fondazione della città,
la lapide di L. Manlio Acidino, uno dei tre magistrati che fondarono
la colonia nel 181 a.C. e a destra l'ex-voto per la vittoria
degli imperatori contro l'usurpatore Massimino il Trace, che assediò
Aquileia nel 238 d.C.
Nella sala II sono esposte la statuaria colta e statue funerarie
di rilievo, che provengono in gran parte dalle necropoli che si
estendevano fuori dalla città. Spiccano la grande statua
di Claudio, ritrovata assieme ad un'altra nell'area del circo,
il "navarca" grande statua funeraria di tipo eroico,
una testina di fanciullo coronato d'edera.
La sala III ospita rilievi funerari, in parte di produzione locale,
plebea e provinciale, con vivaci rappresentazioni dei mestieri
esercitati dai defunti, e sarcofagi attici di età imperiale,
di cui Aquileia fu uno dei principali centri d'importazione.
La sala IV è dedicata alla scultura a carattere sacro; vi si trovano repliche romane di originali classici ed ellenistici, una replica acefala della Venere Medicea, rilievi ed epigrafi in onore di varie divinità.
Si sale poi al piano superiore. Nella sala V si trova la ricchissima
collezione aquileiese di gemme intagliate, che documenta il ruolo
della città come centro di produzione attestata dal II
sec. a.C. al III d.C.; ingente è anche la collezione di
cammei (esemplari con ritratti della dinastia giulio-claudia)
e soprattutto quella di ambre lavorate, una delle più ricche
in assoluto, proveniente da corredi funerari.
La sala VI è dedicata agli oggetti egizi o egittizzanti del mondo romano e ad oggetti di età paleocristiana: notevole un elmo tardoantico d'argento.
Nella sala VII si trovano le ceramiche, le lucerne (ordinate secondo
l'evolversi dei tipi) e la coroplastica votiva e funeraria, mentre
la sala VIII è dedicata ai bronzi, con specchi, strigili,
bronzetti votivi e domestici, applique di mobilio, fibule
tardoantiche e altomedievali, fino all'eccezionale lampadario
di bronzo con simboli paleocristiani (IV secolo).
La sala IX ospita i vetri preminenti nell'economia di Aquileia
romana, che era centro di produzione e di esportazione.
Le due sale al secondo piano sono infine riservate a mostre temporanee e alla ricca sezione numismatica (ricordiamo che Aquileia fu sede della zecca imperiale).
Nei porticati esterni al museo è stato invece sistemato
il lapidario, dove nel pavimento sono stati inseriti mosaici,
alcuni dei quali celeberrimi, provenienti da scavi nelle abitazioni
romane. Si notano le decorazioni architettoniche degli edifici
pubblici, le epigrafi funerarie, sacre e civili, i monumenti funerari
(di Q. Etuvius Capreolus e della famiglia degli Statii).
Tra i mosaici: l'asarotos oikos (pavimento non spazzato),
il ratto di Europa a fondo blu, gli atleti e il trionfo di Nettuno
e Anfitrite dalle Grandi Terme.
Dal 1988 esiste anche una piccola sezione navale, dove è
esposta l'imbarcazione di Monfalcone.
Indirizzo del museo:
Museo Archeologico Nazionale di Aquileia
Via Roma, 1
I-33051 Aquileia (UD)
Tel. (+39) 431 91035
Fax. (+39) 431 919537
Orario di apertura:
Martedì - Sabato: 9.00 - 19.00
Lunedì - Domenica: 9.00 -14.00
Area archeologica: dalle 9.00 a un'ora prima del tramonto.
Costo del biglietto: L. 8.000
Entrata gratuita per i cittadini membri di paesi dell'Unione europea
sotto i 18 e sopra i 60 anni d'età.
Itinerari di visita
Le case romane e gli oratori paleocristiani
Due sono le aree archeologiche (una a occidente della via Giulia Augusta e l'altra a nord di piazza Capitolo) con resti di abitazioni edificate a partire dal I secolo a.C. Alcune vennero trasformate in oratori cristiani nel IV secolo d.C. Le domus, di cui rimangono soltanto le fondazioni, hanno restituito notevoli pavimenti musivi.
La basilica patriarcale
La basilica patriarcale, dedicata alla Vergine e ai Santi Ermacora
e Fortunato, racchiude le più antiche ed illustri memorie
cristiane della Regione ed è celebre soprattutto per il
pavimento musivo figurato risalente agli inizi del IV secolo.
Il porto fluviale
I resti degli impianti portuali (moli, magazzini
e strade di collegamento con la città), costruiti sulla
sponda destra del fiume Natisone, sono visibili lungo la Via Sacra.
Il porto fluviale venne costruito nel II secolo a.C. e in seguito
fu ampliato e ristrutturato più volte.
Il foro
Riferibile al II secolo d.C., aveva pianta rettangolare ed era
circondato da un portico. Gli scavi, tuttora in corso, hanno riportato
in luce circa la metà orientale della piazza.
Il sepolcreto
L'unico sepolcreto visitabile è quello che
si estendeva lungo la strada che lasciava la città a sud
ovest nei pressi dell'anfiteatro e si dirigeva verso la costa
adriatica lungo il corso del fiume Natissa. Parzialmente scavato,
esso è databile tra la metà del I e gli inizi del
III secolo d.C. L'area archeologica è accessibile da via
XXIV Maggio.
Il Museo Paleocristiano di Monastero
Si tratta di un museo singolare: l'edificio è
il risultato delle ristrutturazioni apportate nel corso dei secoli
ad una basilica paleocristiana extraurbana edificata nei primi
decenni del V secolo. In seguito, l'edificio ospitò un
monastero benedettino, di cui rimane il ricordo nel nome della
località. Tra i molti reperti esposti degne di nota sono
le iscrizioni funerarie cristiane.
Il grande mausoleo
Lungo la via Giulia Augusta, a sud del foro, è
stato ricostruito nel 1956 un grande mausoleo d'età augustea,
i cui resti vennero alla luce occasionalmente nel 1891 nella località
Roncolon di Fiumicello, dove passava la via Gemina che collegava
Aquileia a Tergeste, l'odierna Trieste.
I mercati e le mura imperiali
A sud della basilica patriarcale, sono visibili i resti di magazzini e di due piazze rettangolari lastricate dove sorgevano i mercati cittadini. Poco lontano rimangono alcuni tratti delle mura imperiali del III e del IV secolo.